

La legge di Bilancio 2022 ha prorogato il bonus idrico fino al 2023, seppur riducendo l’ammontare dei fondi stanziati da 5 milioni di euro per l’anno in corso a 1,5 per il prossimo, al netto ovviamente di future decisioni diverse o incrementi con leggi successive.
Ma cosa si intende quando si parla di questo “bonus idrico”? Si tratta di un incentivo a ridurre i consumi idrici di casa propria, promosso dal Ministero attualmente denominato “della Transizione Ecologica”, con lo scopo di salvaguardare l’ambiente e in particolare le riserve di acqua, sotto forma di un rimborso fino a 1000 euro.
Gli interventi compresi sono tutti quelli che vanno a cambiare rubinetteria e sanitari, ad esempio introducendo apparecchi a scarico ridotto o rubinetti e soffioni capaci di limitare il flusso dell’acqua. Non c’entra quindi ciò che non è direttamente legato al consumo di acqua come per esempio la sostituzione di piatti o box doccia.
Questo incentivo statale è riservato a persone fisiche maggiorenni residenti nel nostro Paese, proprietari, usufruttuari o anche inquilini, purché abbiano avuto il via libera da parte dei loro padroni di casa.
Sono valide le spese che hanno avuto luogo tra il 1° gennaio 2021 al 31 dicembre 2021.
Il limite massimo di rimborso, come detto, è fissato a 1000 euro, senza criteri legati all’ISEE dei richiedenti.
Per poter usufruire di questo beneficio è necessario collegarsi alla specifica piattaforma creata a questo scopo, inserendo i propri dati – a partire ovviamente dal codice fiscale e dell’IBAN su cui si vuole ricevere il rimborso – corredati da quelli dell’intervento effettuato, che devono essere appositamente documentati.
Per svolgere questa operazione è necessario attivare la propria “identità digitale” ovvero creare il proprio profilo SPID o carta d’identità elettronica e inserendo ovviamente tutti i propri dati,
Come è possibile leggere sul sito del Ministero, si ricorda che “il bonus idrico è alternativo e non cumulabile, in relazione a medesime voci di spesa, con altre agevolazioni di natura fiscale relative alla fornitura, posa in opera e installazione dei medesimi beni.”
Sempre sul sito del Ministero, sono presenti alcune FAQ che fanno chiarezza sulle tipologie di spese ammesse oppure escluse, tra queste ultime, oltre a quelle già citate: sedile WC, coprivaso, bidet, vaso in ceramica se non integrato all’apposito sistema di scarico, lavandini, autoclave e serbatoi di accumulo.
Per ogni necessità in questo ambito, e non solo, non esitare a contattarci!