Qual è l’altezza migliore per i rivestimenti del bagno

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Quando ci si occupa della costruzione o della ristrutturazione di casa propria, la stanza da bagno è una di quelle ad attirare più interesse e ad accendere maggiormente la fantasia dei proprietari.

Questo perché viene considerata un luogo intimo in cui il benessere è fondamentale e quindi un risultato estetico in linea con il proprio gusto e la propria personalità acquista molta rilevanza. Ma anche perché dà l’idea di prestarsi a maggiori possibilità di creatività e personalizzazione.

Un aspetto che dipende anche dal fatto che le possibilità a disposizione riguardo ceramiche e rivestimenti di pavimenti e pareti sono davvero smisurate.

Una delle scelte che ci si trova a dover fare da questo punto di vista riguarda l’altezza migliore a cui posare i propri rivestimenti. Una decisione che può sembrare abbastanza scontata ma che in realtà ha impatti molto differenti sul risultato finale. 

Come scegliere l’altezza del rivestimento nel proprio bagno

Se pensiamo ai bagni della nostra infanzia – cioè case costruite dagli anni ‘50 agli anni ‘70 – ricordiamo spesso un rivstimento che raggiungeva il soffitto, ricoprendo l’intera parete.

Successivamente invece le tendenze si sono diversificate, anche se in realtà attualmente è lo stesso tipo di altezza ad essere ritornato abbastanza preponderante, seppure con piastrelle di formato differente.

Ma andiamo con ordine. Per trovare l’altezza migliore per il rivestimento del proprio bagno bisogna ovviamente affidarsi al proprio gusto, al tipo di stile che si vuole ottenere, ma anche alle caratteristiche della stanza che stiamo immaginando.

Se un bagno molto ampio e di forma regolare offre molte più opzioni tra cui scegliere senza rischiare di sbagliare, molto spesso capita di avere a che fare con dimensioni ridotte e forme irregolari.

Ad ogni modo esistono alcuni principi da seguire per orientarsi verso la scelta migliore.

Rivestimenti a bassa altezza: il trucco è partire dal formato della piastrella

Innanzitutto il consiglio è quello di valutare il formato e le dimensioni della piastrella di cui è composto il nostro rivestimento e poi regolarsi con un’altezza che sia un multiplo preciso di quella, tenendo conto dell’effetto che si vuole ottenere.

Nei bagni più piccoli oppure di forma lunga e stretta, scegliere di non ricoprire interamente la parete con il rivestimento può contribuire ad aumentare la percezione di spazio e ariosità. Ecco che allora in base al lato della piastrella si andrà a stabilire l’altezza finale. Nel caso di un formato 40×120 ad esempio, la scelta ottimale è quella di posare tre giri di piastrelle arrivando a un’altezza di 120. 

Questo può avere altri vantaggi come il risparmio di costi e materiale e la necessità di dover pulire meno mattonelle. Anche se, d’altro canto, sarà poi necessario dover imbiancare la stanza più frequentemente.

Questa scelta si presta inoltre a mood di stampo più vintage, riprendendo come idea visiva anche quella delle boiserie delle case più antiche ed eleganti.

Non è detto poi che la parte non rivestita non possa venire colorata con vernici impermeabili e lavabili o che all’interno della stessa stanza non si possa optare per altezze differenti, rese inevitabili ad esempio attorno al piatto doccia o alla vasca.

Studiare come accordare le diverse altezze è un punto a cui fare attenzione per non creare effetti estetici sgradevoli. Allo stesso modo andranno considerate in modo coerente le altezze dei punti luce, dello specchio e della placca di comando della cassetta di scarico del WC.  Anche per questi motivi, se non si vuole ricoprire interamente le pareti, un’altezza massima di 120 cm è ottimale per evitare i rischi di sovrapposizione che altezze leggermente più alte potrebbero presentare.

Le tendenze attuali: rivestimento a tutta altezza

Come anticipato, posare il rivestimento del bagno a tutta altezza è un trend che è tornato estremamente attuale. Molto spesso però – diversamente dal passato – le scelte attuali premiano i grandi formati, posati con fughe di misura minima.

I colori neutri e gli effetti materici la fanno da padrone, magari con l’inserimento  – soltanto in alcune zone – di mattonelle con la stessa base ma con varie tipologie di decori o motivi.

Un possibile svantaggio della scelta a tutta altezza può derivare da irregolarità del solaio superiore, che potrebbe causare effetti estetici sgradevoli, ma che tuttavia può essere risolto inserendo un controsoffitto.

Nella maggioranza dei casi attualmente è quindi il rivestimento a tutta altezza la scelta preferita dai clienti, che in alcuni casi viene spezzata in alcune zone (tipo quella del lavabo o dei sanitari) in cui ci si ferma ad altezze più basse, sui 120 cm. Per chi non se la sente di arrivare proprio fino al soffitto ma vuole ottenere un effetto simile, il nostro consiglio è quello di arrivare almeno a 240 cm.

Infine, un’altra scelta residuale ma ancora attuale è quella improntata allo stile minimal che elimina del tutto il rivestimento, optando per materiali impermeabili e lavabili quali resina e microcemento.

Inoltre, per chi ama distinguersi, le carte da parati resistenti all’acqua e lavabili sono una proposta che amplia ancora di più il ventaglio delle possibilità, riuscendo a creare risultati ricercati e sorprendenti.

Insomma, gli effetti ottenibili e i modi per realizzare il proprio bagno sono pressoché infiniti. Il nostro consiglio – come sempre – è quello di affidarsi a dei professionisti che, partendo dai vostri desideri, vi offrano le soluzioni più adatte ed efficaci per realizzarli.

Per ogni esigenza, non esitare a contattarci!